[notification type=”notification_warning” ]IL POST POTREBBE CONTENERE SPOILER. SI CONSIGLIA DI NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA SE SI HA INTENZIONE DI GUARDARE IL FILM, AL CINEMA DAL 9 LUGLIO.[/notification]

La noia regna sovrana per tutta la durata del film. 
Come un documentario. Perchè alla fine di documentario si tratta, il documentario sulla vita del regista di documentari – Ben Stiller – che entra in contatto assieme a sua moglie – Naomi Watts – con una coppia di ragazzi di circa 20 anni più giovane. Un vero e proprio “incontro generazionale” a parti invertite. La coppia adulta super tecnologica e al passo coi tempi, e la coppia più giovane, dei veri e propri inguaribili hipster.
Le due coppie hanno uno scambio di vedute, ma è la più giovane a plasmare incredibilmente quella più anziana, smuovendola da una routine priva di emozioni e di entusiasmo e spingendola a divincolarsi dai tentacoli dell’apatia. Per sdebitarsi con Jamie e Darby (Adam Driver e Amanda Seyfried), Josh Srebnick (Ben Stiller) decide di mettere a disposizione le proprie conoscenze documentaristiche a favore di Jamie, che però tradirà la sua fiducia, spingendo Josh nel baratro di una crisi caratterizzata da una forte frustrazione e incomprensione di tutte le avversità che in quel determinato periodo hanno colpito lui e la sua famiglia.

While We’ re YoungGiovani Si Diventa di Noah Baumbach al cinema dal 9 luglio, è la storia di una famiglia che non vuole arrendersi all’anagrafe, che si difende con le unghie e con i denti dal passare del tempo per non soccombergli, anche se di fatto vivono una vita piatta e monotona, stravolta anche grazie alla coppia più giovane che porta i due a trascurare amici di vecchia data, distraendoli dalla profonda crisi che può colpire chi è più vicino ai 50 che ai 40. Egoismo, egocentrismo, frustrazione e ossessione per il successo sono i temi principale del film di Noah Baumbach che tende a generalizzare un po’ troppo le due generazioni a confronto tra recente passato e imminente futuro. Come si diceva all’inizio la noia regna sovrana per tutto il film, che tenta in alcune parti di smorzare l’apatia con gag forzate e ancora più apatiche. Interessante la parte del film in cui Josh (Ben Stiller) rivela all’interlocutore che il suo prolisso documentario vuole tediare appositamente lo spettatore affinché venga trasmesso il messaggio di noia.
C’è riuscito anche Noah Baumbach. 

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