IL TRAM DEL GUSTO: UN TRAM MILANESE SU UN PERCORSO DI SAPORI SVIZZERO IN OCCASIONE DI EXPO 2015
«Immaginate di essere in Svizzera, su uno di quei tipici trenini rossi».

Per tutto il mese di giugno e la prima settimana di luglio, in occasione di Expo 2015, la Svizzera organizza a Milano numerosi eventi per promuoversi e per promuovere i propri prodotti tipici.
E qual è il primo prodotto che viene in mente non appena si pensi alla Svizzera? Il formaggio, ovviamente.

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Parte così il nostro giro sul tram del gusto, iniziativa del Consorzio Formaggi Svizzeri in Italia. Accompagnati dello Chef Matteo e dai suoi aiutanti, tutti agghindati con rossi grembiuli, partiamo da via Cantù su un vecchio tram milanese, che, attraverso un “pimp my ride” tutto svizzero, viene trasformato in un soffice prato alpino, con mucche rosse crociate di legno e campanacci che si alternano alle maniglie.
Ci aspetta un tour del centro di Milano, anche se, in realtà, nessuno se ne accorge. Lo Chef, prima di iniziare questa degustazione particolare, ci spiega che i fattori principali che rendono i formaggi svizzeri così particolari sono due: la tradizione, infatti le ricette dei formaggi vengono tramandate di generazione in generazione da centinaia di anni (si dice che lo Sbrinz, per esempio, sia il più antico formaggio europeo, le sue prime tracce risalgono al 70 d.c.), ma soprattutto il tempo.
Per questo ci viene subito consigliato di impiegare il tempo necessario per gustare il bouquet di sapori racchiuso in ognuno dei formaggi e di viverlo, pensando ad ogni morso alla storia del cibo che stiamo gustando e alla passione che i produttori di formaggi cercano di trasmettere attraverso questo mestiere: basti pensare che i loro prodotti sono tuttora trattati artigianalmente e le nuove tecnologie aiutano solo nei i controlli della qualità del prodotto durante tutti i passi della filiera. Lo Chef Matteo ci spiega che le mucche svizzere si nutrono di sola erba alpina e che i diversi tipi di questa danno aromi differenti al latte e di conseguenza anche ai formaggi prodotti.

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Cominciamo la nostra degustazione con il primo dei quattro formaggi che ci delizieranno durante il nostro viaggio spazio-temporale: l’Emmentaler, un formaggio altamente proteico e senza lattosio, come tutti i formaggi svizzeri. Ogni formaggio ci verrà servito sia al naturale che elaborato attraverso accostamenti creati apposta dagli chef per esaltarne il sapore. Anche per i due formaggi successivi, lo squisito Sbrinz e il curioso Tête de Moine, due giri di assaggi: uno nature e uno più sfizioso grazie alla ricetta dello Chef pensata apposta per il tram del gusto. E mentre noi ci godiamo il gusto di questi formaggi, lo Chef Matteo ci delizia anch’esso con aneddoti e curiosità: per esempio, lo sapevate che lo Sbrinz è l’unico formaggio che stagiona “in piedi”, appeso in verticale? O che il nome e la tradizione di servire il Tête de Moine a scaglie raschiate con la girole, deriva dalla leggenda che narra che un monaco svizzero, molto goloso, durante le sue scorpacciate notturne, tagliava la parte superiore del formaggio, a mo’ di cappello, ne raschiava un po’ all’interno e lo richiudeva, così da non far scoprire i propri misfatti al resto del convento?

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Prima dell’ultimo assaggio un fresco bicchiere di prosecco, questa volta italiano, per creare una sorta di unione enogastronomica tra le due nazioni. Ad accompagnare questo connubio di culture, ci viene servita un’altra prelibatezza, anch’essa di stampo fusion, ma questa volta unisce la Svizzera e il Brasile: una porzione a testa di pão de queijo, che, rispetto alla ricetta originale, sostituisce gli ingredienti del ripieno con Sbrinz e Gruyere, l’ultimo dei formaggi della nostra degustazione.

Dopo l’ultimo assaggio, ci ritroviamo già sulla strada del ritorno, di nuovo in Via Cantù, ancora con i sapori della Svizzera in bocca.

Si dice che la Svizzera sia la nazione che meglio abbia centrato il tema dell’Expo, riprendendo, nel suo padiglione, temi quali la sostenibilità e la scarsità delle risorse, promuovendo e incentivando lo spirito di conservazione delle nazioni ed è evidente che anche lo scopo di questo simpatico tour del gusto è quello di mantenere vivo questo sentimento di condivisione e di ricerca di salute nel nutrimento, che, come ci hanno spiegato durante il tour, è fondamentale nella cultura gastronomica svizzera.

Prima di scendere dal tram e lasciarci alle spalle trenini rossi e prati verdi, lo Chef Matteo ci lascia con un’ultima raccomandazione: «Cercate sempre alimenti sani, l’importante è sempre mangiare bene!». Noi lo ringraziamo per i consigli e le spiegazioni e consigliamo a tutti di farvi trascinare in questo viaggio sensoriale tutto Svizzero!

Sito Web: http://www.iltramdelgusto.it/

14 COMMENTS

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