L’ALBERO DELLA VITA, UNO SPETTACOLO MOZZAFIATO
Poche ore fa il quotidiano La Repubblica ha condiviso sul proprio sito web un video di qualche minuto che mostra lo spettacolo serale dell’Albero della Vita, amatissimo simbolo di Expo. In questi sei mesi di Esposizione Universale ogni sera è stato in grado di lasciare tutti i presenti a bocca aperta.

L’ALBERO DELLA VITA E IL POST EXPO: MILANO, SESTO, ROMA. ANZI NO GARDALAND
L’Albero della Vita è ultimamente oggetto di accese discussioni circa il suo immediato futuro post Expo. Quando il Sito Espositivo chiuderà i battenti, la stragrande maggioranza dei padiglioni e delle attrazioni saranno letteralmente smantellate e portate nei luoghi d’origine, salvo rare eccezioni.
Nella fattispecie non si è ancora deciso il destino dell’imponente installazione ipertecnologica, inizialmente si pensava di traslarla in Piazzale Loreto (Dio ce ne scampi). poi c’era chi la voleva a Sesto San Giovanni (si, certo) e chi ancora a Roma (non scherziamo, dai). Le ultime dichiarazioni di Giuseppe Sala, Commissario del Governo di Expo 2015, lasciano poche speranze ad un possibile trasferimento dell’Albero della Vita in città. I costi di mantenimento sono proibitivi e verosimilmente sarebbe più facile vederlo attivo in qualche parco divertimenti.

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MILANO, DA EXPO 1906 A EXPO 2015
L’Albero della Vita deve invece rimanere a Milano. Deve essere un lascito, una testimonianza della grandezza della città e del successo dell’Esposizione Universale del 2015 per chi ha vissuto direttamente e indirettamente questa edizione di Expo e deve essere un imponente messaggio per le generazioni future. L’ultima Esposizione Universale con protagonista Milano ha avuto luogo nel lontanissimo 1906, più di 100 anni fa. L’eredità lasciata all’epoca alla città fu l’Acquario, uno dei più antichi d’Europa (il terzo), realizzato nei pressi del Parco Sempione poiché l’edizione di Expo Milano 1906 si tenne proprio in quell’area verde dietro al Castello Sforzesco, quello che sarebbe diventato poi, appunto, il Parco Sempione.
L’eredità di Expo Milano 2015 è invece qualcosa di inimmaginabile, numerosi gli stravolgimenti e le migliorie apportate alla città in occasione di questo successo ineguagliabile che ha reso di fatto Milano per sei mesi il centro del Mondo. La M4, la Darsena, i trasporti, gli eventi, l’economia, la fiducia nei nostri mezzi e via dicendo. Ma proprio come l’Acquario, rischiano di diventare normali. Basta meno di una generazione per dimenticare il motivo per cui questi progetti sono stati apportati alla città.

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L’Albero della Vita no. E’ un monumento vivo, che merita una posizione da protagonista, deve continuare a vivere come simbolo e non come semplice attrazione in un qualsiasi parco di divertimenti a fare la muffa.Bisogna concentrare ogni sforzo e portare quel simbolo a Milano per ricordare all’Italia e agli italiani che se ci troviamo davanti ad una sfida di queste proporzioni, riusciamo a portare a termine ogni impegno nel migliore dei modi, mostrando al Mondo tutta la nostra grandezza e la nostra capacità.

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Deve essere collocato a Milano città perché la città se lo merita, motore italiano e capitale morale, oggi più che mai. L’Albero della Vita deve essere segnato come uno dei monumenti da visitare per forza nelle guide turistiche meneghine, cosicché chi si recherà appositamente per visitarlo, o chi semplicemente ci passa di fianco ogni mattina per andare a lavoro, trarrà l’ispirazione adeguata per vincere ogni sfida che per quanto insormontabile possa sembrare, alla fine della partita si può vincere. Proprio come quella sfida che ha reso Milano e l’Italia intera un immenso padiglione satellite dello stesso Expo 2015.

Foto: Roberto Cosentino / RC Foto

 

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