Un attacco con gas sarin ha avuto luogo in Siria nella zona controllata dai ribelli a Idlib, nella città di Khan Sheikhoun. Il bilancio è di almeno 58 persone morte tra cui 11 bambini sotto gli otto anni di età. Il capo della autorità sanitaria di Idlib, Mounzer Khalil, anche dichiarato che i feriti sono più di 300. Una fonte militare siriana ha negato che Damasco sia dietro l’attacco. La provincia di Idlib è in gran parte controllata da un’alleanza di ribelli, tra cui Jabeh Fateh al-Sham, ex affiliata di Al-Qaedaconosciuta come Al-Nusra.

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) in una dichiarazione si è detto “seriamente preoccupato” dal presunto attacco. Nonostante le affermazioni dell’Osservatorio siriano per i diritti umani e altri gruppi pro-opposizione, una fonte militare siriana ha replicato alla Reuters che Damasco non ha usato armi chimiche, e ha respinto le accuse come propaganda dei ribelli. L’esercito “non ha e non lo usa, perché non li ha, in primo luogo,” ha detto la fonte. Una fonte della sicurezza siriana anche dichiarato che l’attacco è una “falsa accusa“, ha riferito alla AFP.

“Sulla base delle relazioni potrebbe essere che l’esercito siriano abbia colpito un luogo che è stato usato come una fabbrica di armi chimiche dai ribelli,” ha affermato a RT Jamal Wakeem, un professore di storia e relazioni internazionali presso l’Università Libanese di Beirut. Wakeem ha aggiunto che non crede che l’esercito siriano sia così “disperato” da usare le armi chimiche, dato che sta ottenendo grandi successi su vari fronti.

L’attacco chimico su Idlid, nel nord-ovest della Siria, è “un crimine contro l’umanità che merita una punizione e che può distruggere l’intero processo di pace” ha invece detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, mentre il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva definito il raid “disumano” e “inaccettabile” in una telefonata con il presidente russo, Vladimir Putin.

La Francia ha chiesto una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu. E’ una strage di bambini, l’ennesima in Siria. Questo mostrano le terribili foto di ciò che l’attacco chimico a Idlib ha lasciato dietro di sé. Gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo. Le foto mostrano file di cadaveri a terra ma anche gli ospedali con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina.

“Le notizie di un attacco chimico contro civili inermi in Siria e di bombardamenti sugli ospedali dove erano stati ricoverati i feriti sono sconvolgenti – ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano -. L’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza, richiesta da Francia e Gb, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità”.

La Syrian National Coalition, un’alleanza di gruppi di opposizione, ha accusato il governo del presidente Bashar Assad di aver attaccato con gas tossici e ha chiesto un’indagine dell’ONU.

“La Coalizione nazionale chiede al Consiglio di Sicurezza convocare una sessione di emergenza … aprire un’indagine immediata e prendere le misure necessarie per garantire che i funzionari, responsabili e sostenitori siano ritenuti responsabili,”.

Il ministro degli Esteri dell’Inghilterra, Boris Johnson, che si trovava con il suo omologo tedesco Sigmar Gabriel per dei colloqui a Londra, ha descritto l’attacco come un “crimine di guerra” e ha detto che il governo siriano “deve essere chiamato a rispondere. Se fosse provato che sia stato commesso dal regime di Assad allora sarebbe senza dubbio un crimine di guerra e deve essere chiamato a rispondere. E ‘incredibile pensare che nel lungo termine Bashar al Assad possa svolgere un ruolo nel futuro della Siria, dato quello che ha fatto al suo popolo. Dobbiamo trovare una via d’uscita che porti ad una transizione lontano da Assad.”

 

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