Si è parlato tanto dello scandalo che sta investendo Facebook nelle ultime ore. Ma possiamo davvero parlare di scandalo?

Davvero nessuno si sarebbe mai aspettato che qualcuno ne avrebbe approfittato della sterile politica di Facebook sulla supervisione di privacy, fake news, copyright e quant’altro?
Il comportamento di Cambridge Analytica, per quanto deplorevole, non si allontana da quello che consente Facebook attraverso i propri strumenti di marketing.
Solamente che al posto di vendere prodotti, Cambridge Analytica ha influenzato l’elettorato. Più volte, decidendo gli equilibri mondiali.

Insomma dipende da come si usano gli strumenti di Facebook e da chi.
Ma soprattutto, dipende da chi fruisce dei contenuti che queste aziende producono.
E chi fruisce quei contenuti siamo noi utenti, in stragrande maggioranza sprovveduti e poco avvezzi con la tecnologia.

La tua faccia quando scopri di essere cercato da mezzo mondo per delle spiegazioni.

Utenti che hanno fatto scivolare il proprio cervello nella pancia, una pancia che abbocca quando vengono condivise notizie e contenuti falsi che vanno a nutrire quel senso di insicurezza che pervade l’animo umano dall’11 settembre ad oggi.
Ed ecco quindi che i social network hanno diffuso un’ampia manipolazione del voto dalle elezioni che hanno portato ad Obama, Trump, la Brexit e persino le nostre elezioni politiche.

Il funzionamento è un po’ come quello di un venditore disonesto o molto furbo. Vuole venderti un prodotto a 20 euro, anche se quel prodotto è scadente e ne vale sì e no 5.
Ma noi quel prodotto, lo compriamo.

Perché?
Perché ci siamo fatti abbindolare, non conoscendo nulla di quel prodotto e non informandoci a dovere a riguardo, abbiamo creduto alle parole del gatto e della volpe, perché ci fa comodo e siamo troppo pigri da guardare oltre al nostro naso e verificare se nel negozio di fianco, lo stesso prodotto costi 10 e valga 10.

La colpa può essere anche imputata a Facebook e la sua inesistente supervisione che ha permesso Cambridge Analytica di approfittarne.

Ma la vera colpa è nostra, inconsapevoli burattini ancora incredibilmente analfabetizzati informaticamente e non in grado di ragionare con la testa, ma con la pancia.

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