Che In Italia ci sia bisogno di schierarsi dai tempi dei Guelfi e Ghibellini è cosa nota.

Milan e Inter, Destra e Sinistra e ora Lega5S vs tutti gli altri.

La suscettibilità grillina che si fa scura in volto quando “vittima” di satira, ha contagiato anche i leghisti, che sono passati da una quota di voti risibile ad una fetta piuttosto importante, merito di una volpe cannibale quale Salvini, ora supportata da un esercito di impettiti e orgogliosi, come una squadra ripescata dal girone e che ha vinto la finale.

Rosicate.

Ma rosicare per cosa? Avete vinto qualcosa? Una coppa?
Rosicate. Come quegli sfottò tra tifoserie, o meglio, ultras che ripiegano le proprie frustrazioni nella rivalsa dell’avversario. Che poi si sa, oggi a te, domani a me.

Rosicate… Non è una partita di calcio, la politica italiana. Non serve per forza essere schierati, per coltivare qualche dubbio su un impasto politico, alla cui ricetta mancano ingredienti quali dignità, coerenza e buon senso.

No, nessuno rosica qui. Qui ci si domanda quanto opportuno possa essere la copertura di certi incarichi chiave da parte di fazioni politiche che non hanno mai chiarito con trasparenza le loro controverse posizioni.

Ora sono riusciti a mettere le mani su Roma. Non resta che augurare loro buon lavoro, nella speranza che le preoccupazioni siano solo frutto di ansia e che il Governo appena insediatosi, faccia un buon lavoro.

Perchè i “rosiconi” sono come avvoltoi: sono appostati lì, con la bava al becco, ad aspettare il proprio turno per nutrirsi dei fallimenti altrui.

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